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lunedì 26 agosto 2013

ANNULLAMENTO EVENTO

Causa motivi di salute la presentazione di domani 27/08/2013 presso la Biblioteca delle Oblate è annullata e rimandata a data da destinarsi

giovedì 20 giugno 2013

Biblioteca delle Oblate

L'associazione Giravoltapagina presentare il romanzo il prossimo martedì 27 agosto presso la biblioteca delle Oblate di firenze, alle ore 18:00.
presto nuovi aggiornamenti

giovedì 25 aprile 2013

Presentazione C/O Circolo Arci Girone Fiesole

Il prossimo 5 maggio, il libro verrò presentato nel tardo pomeriggio, ore 18:30 circa, presso il circolo arci del Girone, Fiesole; Firenze

sabato 20 aprile 2013

foto presentazione 15/04/2013

Come annunciato precedentemente il libro è stato presentato la sera del 15 aprile a Pistoia, ospite della cooperativa Don Chisciotte. In un clima molto intimo e accogliente l'autore ha parlato del libro e sono stati letti brani del testo






Attualmente è in programmazione una prossima presentazione presso il circolo Arci del Girone, Fiesole

mercoledì 3 aprile 2013

cena con presentazione

Il prossimo lunedì 15/04/2013, a partire dalle ore 20:00 è organizzata una cena con presentazione del libro da parte della cooperativa Don Chisciotte di Pistoia, presso il circolo arci di capostrada, via bolognese 2, Pistoia

lunedì 11 marzo 2013

Presentazione

E' prevista una nuova presentazione del libro, presso il circolo Arci del Girone, Fiesole, per la fine del mese di Aprile, probabilmente di sabato pomeriggio. Presto vi faremo avere nuove e più precise notizie.

domenica 3 marzo 2013

cena con presentazione

Il prossimo Lunedì 15/04/2013 sarà tenuta una presentazione presso Pistoia, ospitati dall'associazione Don Quisjote, i cui volontari prepareranno anche la cena.
Presto nuove notizie e precisazioni a riguardo

domenica 17 febbraio 2013

Dal Socialtrekking

Ieri pomeriggio in una magnifica giornata di sole, si è svolto il socialtrekking, organizzato dagli amici di Walden. Il percosrso preparato dall'autore ha portato i partecipanti del dodicesimo gruppo a percorrere le vie della città seguendo Giulio e Marina nelle loro avventure.







domenica 3 febbraio 2013

Presentazione presso circolo Arci di Settignano

Il prossimo sabato pomeriggio 09/02/2013 alle ore 17:30, il libro verrà presentato presso i locali del Circolo Arci di Settignano. L'introduzione sarà curata dalla Dottoressa Arianna Pieri. Dopo la lettura di alcuni brani e la risposta alle domande dei presenti ci sarà tempo per gli autografi da parte dell'autore.

sabato 2 febbraio 2013

Socialtrekking, passeggiata per firenze con lettura

Il prossimo sabato 16 febbraio, con partenza alle ore 14:00 da Piazza della Signoria, l'appuntamento è con le guide e gli amici del social-trekking-a-firenze, giunto alla sua seconda edizione. In tale occasione l'autore, assieme al Dott Vannini, guiderà i partecipanti in un percorso a piedi, cittadino, accompagnato dalla lettura di passi del Gioco Segreto, nei luoghi teatro della trama del libro stesso. Il percorso si snoderà nel centro per tgerminare al Carmine, dove, a partire dalle 16:00 la serata proseguirà al coperto.

lunedì 28 gennaio 2013

Sabrina, la gelataia

Ecco un altro personaggio della storia. Si tratta di una gelataia che ha un certo peso nelle vicende di Giulio, almeno nei suoi sogni...

Fu un sonno pacifico e popolato di sogni piacevoli.
Aveva cominciato sognando Marina; la sua mamma la invitava a casa
sua per il compleanno e Filippo le regalava la collezione completa di
Lamù: che alle femmine piace un sacco il Manga.
«Io di donne me ne intendo» diceva soddisfatto l’orbo.
Tutti assieme se ne andavano alle Cascine a passeggio, vestiti come
Corto Maltese. Sua madre e Marina vestivano all’Hawaiana e tra un
aloa e l’altro, ponevano corone di fiori al collo di tutte le persone che
incontravano. C’era anche la Sabrina, la gelataia mora, sebbene non indossasse
la divisa da gelataia bensì un abito estivo dallo scollo vertiginoso,
che roba del genere l’aveva vista in una vignetta di Lanciostory.
E sognando si rese esattamente conto di cosa intendesse dire riguardo
Marina, quando nel pomeriggio aveva sostenuto che era carina, ma soprattutto
lo incuriosiva. Anche nel sogno, non faceva altro che guardarla
negli occhi verdi, la prendeva per mano quando correvano sull’erba,
inseguiti da Taddeo, il gatto fulvo, che pareva volesse sempre capitare
fra i piedi per farlo inciampare. Apprezzava la freschezza della sua pelle
e il suono simpatico delle sue risa, ma nulla più.
Alla Sabrina invece guardava in tutt’altra maniera. Si accorse, con
una punta di vergogna, che era lo stesso modo in cui la squadrava Filippo,
sebbene con metà del trasporto, per via del suo unico occhio. Povero
Giulio, non sapeva che erano soltanto i suoi ormoni che cominciavano
a fare il proprio mestiere, ma anche nel sogno non poteva fare a
meno di osservarle il petto, così generoso, alzarsi e abbassarsi al ritmo
del respiro. E la sua voce carnale che rimbombava nelle orecchie e nelle
tempie mentre cantava uno stupido motivetto. Fu per Giulio un orgasmo
incompletabile, più che incompleto, antipasto di coiti interrotti
dell’avvenire, quando lei lo prese tra le braccia elastiche e toniche, per
inebriarlo con i passi di un tango malinconico suonato dalla viola del
suo amico nero. Emanava aromi sconosciuti ma netti e dalla consistenza
fisica, che in genere gli odori non hanno. Se lo strinse al seno, la pelle
candida, morbida e liscia che pareva il velo di una Madonna, mentre
le gambe scattanti si muovevano in basso sotto la vita, che lui le cingeva
con forza aggrappandovisi in modo spasmodico, in modo adulto, rispondendo
all’impellente necessità di aderire il più possibile al corpo di
lei, specie con la pelle del basso ventre e degli inguini brucianti di passione,
lacerati dalla lontananza infinitesimale che comunque si frammetteva
tra di loro. La musica, dolce come una culla, creava un bozzolo
nel quale, soli, si amarono, così come un bambino può fare e sognare,
e amandosi la veste estiva le scivolò di dosso e le cosce si allargarono
abbastanza da consentirgli di vedere, sebbene con una prospettiva
poco generosa, uno squarcio di quel qualcosa che Filippo definiva:
l’essere alquanto strano; non v’era dubbio.


[...]

Sognò di essere a scuola e di seguire una lezione di geografia. La
maestra, vecchia e sudicia, continuando a produrre animali e piante e
fiori di carta, aveva introdotto l’argomento.
«Cari ragazzi;» il suo alito fetido pareva stagnare nell’aula come un
gas pesante dal colore azzurrino. «Oggi vogliamo parlare della rosa,
che è un fiore stupendo, simbolo di passione e d’amore.»
«E che c’entra con la geografia» aveva protestato Filippo, seduto
alle sue spalle, che sfogliava di nascosto sotto il banco un albo di Martin
Mystere. La vecchia proseguì, come se nessuno l’avesse interrotta.
«Qualcuno di voi conosce altri fiori, bimbi cari?»
«Io, signora maestra» aveva allora risposto prontamente Teresa, che
sedeva al primo banco a fianco del signor Marco, la testa ancora avvolta
in un voluminoso panno immacolato e il manubrio della bicicletta legato
dietro la schiena; «Le calle» aveva concluso.
«Molto bene, brava» aveva commentato l’insegnante. «Ebbene, do-
vete sapere che esiste anche la rosa dei venti» aveva ripreso.
«Io conosco quella di Gerico» si era intromessa la signorina Sabrina,
entrata in quel mentre dalla porta, che per la gioia di Giulio era vestita
di un unico petalo di rosa, acceso di un fuoco incandescente, che a
malapena le copriva l’ombelico. Era in piedi, dentro una conchiglia,
sorta dalle acque del mare e il vento le gonfiava i lunghi capelli sciolti;
novella Venere si diresse con leggiadria ma anche con una certa fisica
dinamicità, molto terrena, al banco di fianco al suo e lo salutò con una
casta carezza.
«È parecchio che non ci vediamo, vero Giulietto bello?»
«Tanto» farfugliò appena, decisamente incapace di stabilire cosa
mai dovesse guardarle. Profumava di viole o di lilla, di cui portava tra i
capelli alcune ciocche. «Dovresti tornare ogni tanto a prendere un gelato
» lo aveva ammonito, mentre dai capezzoli fertili sgorgava un nettare
chiaro col quale riempiva cialdoni e coppette disposti ordinatamente
sul banco e offrendogliene uno.
«Tramontano, il vento del nord, e poi libeccio, levantino…» continuava
intanto la maestra che si era messa ad accarezzare un bel micio
fulvo.


venerdì 11 gennaio 2013

probabile prossima data di presentazione

Si sta organizzando una prossima presentazione del libro. Dovrebbe tenersi nel mese di febbraio, il sabato 9 alle ore 17 circa, presso il circo arci di Settignano, Firenze. Presto nuovi aggiornamenti e conferma della data

sabato 5 gennaio 2013

Teresa

La madre di Giulio è un'altra protagonista della vicenda. Intona una voce diversa da quella del figlio nella dinamica armonica della storia. L'autore la presenta così:

Teresa era una donna semplice ma non certo di scarso senso critico
o poca intelligenza. Aveva più che altro un rapporto tormentato con l’aspetto
emozionale della sua vita,
che la santa donna di mia madre poveraccia, non aveva certo tempo
per insegnarmi come si fa
si lamentava spesso.
Si rendeva esattamente conto che qualcosa le era scivolato via e non
aveva più possesso alcuno di quel dato aspetto della sua vita.
«Se mai mio lo è stato.»
Insomma che fosse per inadeguatezza, paura o cos’altro ancora, non
avrebbe saputo dirlo, ma la sua vita sentimentale era stata fin troppo
travagliata, passata attraverso avventure una peggiore dell’altra, da un
naufragio a un ammutinamento, fino a quella frase che gli aveva detto,
giorni prima, il suo piccolo Giulio.
Già, Giulio. Si ricordava di lui sin da prima della nascita.......


Si era ritrovata improvvisamente sola, senza più un
uomo, senza amiche, senza uno spicciolo; sola con la sua disperazione.
«Beh, in realtà non sono mai stata sola, Giulio era già dentro di
me.»
E infatti si ricordava ancora con estrema chiarezza di come il suo
piccolo bambino si muovesse nel suo ventre, inizialmente con titubanza
e leggerezza, poi con sempre maggiore spavalderia fino a procurarle
dolori e fitte tali da toglierle il fiato. E il parto se lo ricordava benissimo;
della muscolatura del suo ventre tesa allo spasmo, dura e compatta,
e di quel piccolo essere che spingeva alla morte, ben più di quanto non
avesse spinto il suo solido padre quando ve l’aveva deposto, pur di
uscire da lei.
«Eppure la vita è passata e io mi sono dimenticata di camminare», si
rimproverava ancora Teresa, che in quei giorni di passione sembrava
piano piano prendere sempre più consapevolezza di un suo nuovo proposito:
basta complicarsi la vita con gli uomini.

venerdì 28 dicembre 2012

Alcune foto

Come suggerito nei post precedenti si sono tenute prima di Natale alcune presentazioni. Abbiamo raccolto alcune foto della prima, intima ma in un locale un po' freddino. Meno male che l'atmosfera era molto rilassata e ci siamo scaldati nella complicità della lettura






Un ringraziamento ai partecipanti per la disponibilità ad essere stati fotografati

domenica 23 dicembre 2012

presentazione presso circolo la Montanina

Questo pomeriggio si è tenuta la presentazione del libro presso il circolo Arci la Montanina di Fiesole. Presenza delle grandi occasioni, un buon numero di soci ha partecipato al dibattito animato e condotto con precisione da parte della Professoressa Franca Bonichi. Alla lettura di alcuni brani da parte dell'autore sono seguite le domande da parte del pubblico, quindi le rituali dediche sui volumi acquistati.

Buona la prima

Ieri pomeriggio, si è tenuta alla presenza di un ristretto numero di persone, la prima presentazione del libro; un clima d'intimità ha contraddistinto la bella chiacchierata, introdotta dal dott. Vannini Fabrizio in modo molto chiaro e profondo. Le persone intervenute hanno avuto modo di ascoltare alcuni brani letti dall'autore e la possibilità di porre domande. Ne è nata una conversazione informale e scorrevole nel corso della quale sono state affrontate molte tematiche sia legate al libro che all'attività dell'autore e al mondo dell'editoria in generale.
Quest'oggi, alle ore 16:30, è prevista la seconda presentazione del libro, presso il circolo arci della Montanina, Fiesole

giovedì 13 dicembre 2012

conferma date della presentazione

Si conferma che la presentazione del romanzo avverrà nei due giorni:

Sabato 22 dicembre
alle ore 18:00 presso
Casa della Creatività, Bar creativo Zenzero, Firenze, piazza santa maria maggiore





domenica 23 dicembre
 alle ore 16:30 presso
Circolo Arci la Montanina di Montebeni, Fiesole



domenica 9 dicembre 2012

probabili date di presentazione del libro

Per adesso sono in cantiere due date di presentazione del libro, che però devono essere entrambe confermate nei prossimi giorni. Postiamo intanto queste date in modo che, chiunque sia interessato, cominci già ad organizzarsi per tenersi libero:

Sabato 22/12/2012 dalle ore 18:00 circa presso il bar creativo Zenzero, casa della Creatività, vicolo Santa Maria Maggiore 1, Firenze


Domenica 23/12/2012 presso il circolo Arci la Montanina di Montebeni

sabato 3 novembre 2012

breve nota esplicativa dell'opera

Consideriamola pure una sorta di sinossi e ne sconsiglio la lettura a chi preferisce non svelare anzitempo i vari segreti.

La trama è incentrata sulle vicende occorse a Giulio, un bambino di 12 anni, tra l'autunno e la primavera. Sono sei mesi ricchi di vicende, che lo portano dalla solitudine del figlio unico alla compagnia. Giulio ha la facoltà di passare inosservato agli occhi della gente tanto è riservato e solitario e col tempo ha imparato, in una sorta di contrappasso, a far scomparire la gente attorno a sé, in quello che lui chiama il suo “gioco segreto”, che consiste nel girare per la città completamente deserta. Ma non solo; ha anche imparato a risalire il corso della storia della città che fu e può vivere vere e proprie avventure nella Firenze del passato. Durante i suoi giochi Giulio incontra una bambina, Marina, capace a sua volta nel “gioco segreto” e diventano amici. Mentre Teresa, la mamma di Giulio, si complica la vita tra uomini lasciati ed altri incontrati, fino a rimanere di nuovo in cinta, il figlio, dopo una serie di avventure vissute assieme a Marina nel passato della città, scopre, al termine del testo, la vera identità dell'amichetta e sarà lui, assieme al gatto Taddeo e al corvo albino, a far sì che si incontri con la vecchia strega della palude, che da tempo ormai era scivolata nei suoi sogni, per tentare di sciogliere i nodi emersi nel corso della storia.

S.

L'origine del testo

In due parole ho cercato di spiegare come è nato il testo ed ho tentato poi di descriverne le tematiche principali.


Rivolto sia ad un pubblico di adolescenti che di adulti, il testo nasce da un'immagine e da due idee di base. L'immagine è quella di uno scorcio di campagna palustre immerso nel silenzio e nella nebbia. La prima idea si aggira attorno a Firenze, la città dove sono nato e del modo in cui ho sempre sognato di poterla vivere. La seconda idea riguarda la vita e la morte e alcuni simboli che per gli uomini, da sempre considerando i sincretismi vari, mediano il loro rapporto. Ho pensato, nella fattispecie, alla Madonna del Carmelo, alle paludi, ad alcuni animali, ai sogni.
Il testo è poi attraversato da altre tematiche che si sono intrecciate alle idee e alle immagini di base. Il tema del sesso, visto dall'ottica di un bambino alle soglie della pubertà e del modo in cui lo vive la sua mamma e di come in genere ne parlano gli adulti. Il tema dell'arte, sebbene solo accennato, che comunque trapela tra le righe sotto forma di fumetti, musica, artigianato. Il tema dei rapporti umani, come l'amicizia, la vita di quartiere e soprattutto la difficoltà, sia per gli adulti che per i bambini, nei rapporti interpersonali.
Il tutto poi è inserito nella straordinaria cornice di Firenze, che, dalla fondazione romana all'oggi, accompagna la vicenda narrata e diventa essa stessa protagonista della storia.


A presto, Simone